La inquietante storia di Marianna

Conoscete la storia di Marianna? Marianna sembra sia una signora originaria del Lazio. Marianna viene chiamata una “consumatrice intelligente”. Marianna non ha degli euro nel suo portafoglio, ha dei dollari, forse meglio così, o forse è una svista nella traduzione. La povera Marianna non si può permettere litri di botoxlifting. Marianna ha 50 anni, ma da quando usa Hydraxil & Vellura ne dimostra 17. Tutto bene, se non che ha dovuto rifare la patente di guida, suoi figli non la riconoscono più e il suo marito l’ha lasciata perché accusato di molestare una minorenne.  Tutto è successo così veloce, in appena 14 giorni.
Questa pubblicità truffaldina è stata annoverata tra gli avvisi ingannevoli di Politifact che segue le promesse dei politici e non solo. Ahimè, Politifact dedica la sua attenzione solo ai politici statunitensi.  Potete vedere questi giorni il grado di veracità delle promesse fatte nell’ultima campagna elettorale negli USA.
Sembrerebbe vero che la nostra conoscenza sta cambiando con l’uso della rete. Alcuni annunciano una crisi della conoscenza, il calderone Internet, la frantumazione della informazione, l’indebolimento della memoria, l’esaltazione del plagio, la saggezza che dipende dal numero delle visite e dei pollici in su. Forse è vero, ma ci sono pagine come PolitifactLa conoscenza è entrata a far parte di una rete: “Quando la conoscenza entra a far parte di una rete, la persona più intelligente della stanza non è la persona che tiene la lezione davanti a noi, né è la saggezza collettiva delle persone presenti. La persona più intelligente nella stanza è la stanza stessa: la rete che unisce persone e idee presenti, e le collega con quelle all’esterno”. Questo concetto è quello che sviluppa David Weinberger in “La stanza intelligente. La conoscenza come proprietà della rete [Rethinking Knowledge Now that the Facts Aren’t the Facts, Experts Are Everywhere, and the Smartest Person In the Room Is the Room]” (Codice, 2012). Buona lettura.
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Los jesuitas formadores de ciudadanos

LOS JESUITAS FORMADORES DE CIUDADANOS. LA EDUCACIÓN DENTRO Y FUERA DE SUS COLEGIOS. SIGLOS XVI-XXI. Universidad Iberoamericana, México, 2010.
¿Cómo una institución religiosa como la Compañía de Jesús puede contribuir a la formación de un concepto moderno, secular, como el de “ciudadanía”? Los artículos aquí presentados constituyen un ejercicio de reflexión sobre el pasado, del cual toman distancia y representan como diferencia. Los resultados de esa reflexión muestran posturas a favor y en contra de señalar el papel fundamental que jugó esta orden religiosa para dicho proceso; sin embargo, la riqueza de estos textos se encuentra en el ejercicio de pensar desde los jesuitas la transición de una sociedad completamente inmersa en el mundo cristiano a una sociedad secularizada.

Jacques Rancière, Il maestro ignorante

Fino allora aveva creduto ciò che credono tutti i professori coscienziosi: che il gran compito del maestro è di trasmettere le propie conoscenze ai suoi allievi al fine di elevarli per gradi verso la sua propia scienza. […]

In qualche lezione ho fatto riferimento a questo volume di Rancière ( Il maestro ignorante. Mimesis, Milano, 2008, pp 149).  Tratta dell’esperienza del maestro Joseph Jacotot che in 1818 visse un’avventura pedagogica e intellettuale che cambiò la sua vita. Jacotot, per ragioni politiche dovrà partire per i Paesi Bassi e si troverà davanti a una classe senza sapere una parola di olandese.

Non esisteva perciò alcuna lingua nella quale egli potesse istruirli su ciò che essi gli domandavano. Jacotot pensò che una recente edizione bilingue di Telemaco potesse essere il mezzo comune per comunicare.  Egli fece consegnare il libro agli studenti da un inteprete e chiese loro di imparare il testo francese aiutandosi per mezzo della traduzione.  Allorchè essi furono giunti alla metà del primo libro, fece dir loro di ripetere incessamente quanto avevano appreso e di contentarsi di leggere il resto quel tanto che bastava per essere in grado di raccontarlo […] L’esperimento superò tuttavia le sue stesse aspettative.  Fino allora aveva creduto ciò che credono tutti i professori coscienziosi: che il gran compito del maestro è di trasmettere le propie conoscenze ai suoi allivi al fine di elevarli per gradi verso la sua propia scienza. […] Così ragionano tutti i professori coscienziosi.  Così aveva ragionato Joseph Jacotot in trent’anni di mestiere. Ed ecco che il granello di sabbia veniva per puro caso ad intrufolarsi nell’ingranaggio.  Non aveva fornito ai sui allievi alcuna spiegazione sui primi elementi della lingua.  Non aveva spiegato loro l’ortografia e le coniugazioni.  Essi avevano cercato da soli le parole francesi che corrispondevano alle parole note e le ragioni delle loro desinenze.  Avevano appreso da soli a combinarle per comporre a loro volta le frasi francesi… Le spiegazioni del maestro erano forse superflue? O, se non lo erano, a chi e a che cosa erano allora utili? 

Recensione a: Georges Didi-Huberman, Storia dell’arte e anacronismo delle immagini, tr. it., Bollati Boringhieri, Torino 2007

Vi segnalo questa recensione di Giuseppe Cengiarotti: Devant le temps. Etica della responsabilità e scrittura della storia. Senz’altro un buon esempio di riflessione storiografica sia per gli studenti del Dipartimento di Storia come per quelli del Dipartimento di Beni Culturali. Qui trovate il collegamento a Engramma dov’è stata pubblicata la recensione.  Buona lettura.