Non solo manoscritti

Archives of Pontifical Gregorian University

APUG 1663, frontespizio

Nel mese di Settembre 2015 nell’ambito del progetto di censimento delle edizioni a stampa (XVI-XVIII secolo) presenti nell’Archivio Storico della Pontificia Università Gregoriana, è stato reperito un esemplare della BULLA S.MI D.N. SIXTI PAPE V. Emendatioris indicis cum suis regulis super libro rum prohibitione, expurgatione, & reuisione, necnon cum abrogatione caeterorum indicum hactenus editorum, & reuocatione facultatis edendorum, nisi ad praescriptam harum regularum normam. ROMAE Apud Paulum Bladum Impressorem Cameralem. MDXC[1] A proposito di quest’edizione, nella Storia polemica delle proibizioni de’ libri, stampata a Roma nel 1777, l’autore Francesco Antonio Zaccaria, gesuita e bibliotecario prima a Modena, poi alla Casa Professa di Roma, scrive : «Essendoalli 26 di Agosto di questo stesso anno mancao Sisto di vita, l’Indice non fu pubblicato, e poi, come vedremo, fu soppresso; e di due sole copie v’è notizia, che fossero in Roma: una nella Libreria del…

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Censura e storia

“La storia chiede decisione, chiede libertà. Emerge con forza il celebre imperativo di Kierkegaard nel suo Diario: «la verità è che è stato completamente dimenticato l’imperativo cristiano: tu devi. Che il cristianesimo ti è stato annunciato significa che tu devi prendere posizione di fronte a Cristo. Egli, o il fatto che Egli esiste, o il fatto che sia esistito è la decisione di tutta la esistenza». Non c’è storia che possa prescindere dalla decisione del singolo uomo, né uomo che possa pretendere di decidere al posto di un altro. Ogni censura fatta alla storia, è condannata a fallire, proprio perché è una sorta di attentato oggettivo contro la libertà.” 

Card. Angelo Scola, Gesù di Nazaret. Discussione a partire del libro  Gesù di Nazaret. Dall’ingresso a Gerusalemme fino alla risurrezione. di J. Ratzinger / Benedetto XVI  Roma, 9 febbraio 2012.

A forza di usare maschere si può perdere la faccia

“Dalle tue lettere mi sembra di vedere tal candore d’animo e integrità di mente da desiderare ardentemente di goderne appieno e di comunicarti certi segreti del cuore, che di solito l’usanza vieta di affidare alle lettere. Io son di natura che, come camaleonte, assumo i modi che mi derivano dai simulatori e dagli accigliati, mentre spontaneamente  e con gioia accolgo i modi franchi e gioviali.  Una maschera sono costretto a portare, per quanto nessuno possa farne a meno se vive in Italia. [Personam coactus fero: licet in Italia nemo sine ea esse possit.]”  (Paolo Sarpi a Jacques Gillot, 12 maggio 1609. Lettere ai Gallicani, Wiesbaden, 1961, 131-133.)