Usi e abusi della storia

Come è improbabile, quindi, la frequenza del talento storico! Per non dire poi degli egoisti e partigiani mascherati, che mutano un atteggiamento davvero obiettivo in un gioco malvagio che loro giocano. Similmente a prescindere dalle persone molto scervellate, che, in quanto storici, scrivono nella fede ingenua che proprio la loro epoca abbia ragione in tutti i punti di vista popolari e che scrivere in misura commisurata a questo tempo significhi essere del tutto giusti; una fede nella quale vive ogni religione e sulla quale, da parte delle religioni, non c’è nient’altro da dire. Quegli storici ingenui chiamano “oggettività” la misura di opinioni e azioni passate nelle universaleggianti opinioni del momento: qui trovano il canone di ogni verità, il loro compito è adattare il passato alla trivialità attuale. All’opposto chiamano “soggettiva” ogni storiografia che non accolga in quanto canoniche quelle opinioni popolari.

F.  NIETZSCHE, Sulla utilità e il danno della storia per la vita.

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