L’ambizioso Vermeer

Si riconosce Vermeer? Senza dubbio la “Fanciulla del cappello rosso” è un biglietto da visita indiscusso, non per niente gli scaltri organizzatori della mostra alle Scuderie del Quirinale l’hanno scelta come richiamo, spavaldi e tranquilli, tralasciando ogni dubbio. Si sa, a chi organizza non è permesso il dubbio.
Mostra impegnativa. Qualche consiglio per non perdersi. D’obbligo la prenotazione. Essere tra i primi nel momento dell’apertura (ore 10:00). Salire de corsa fino all’ultimo piano. Breve saluto alla ragazza (ragazza?) del cappello rosso. Chapeau. Mirare verso l’ultimo dipinto che chiude la mostra. La sala era vuota, solo il personale delle Scuderie. Breve inchino all’Allegoria della Fede (quale fede?), mettersi seduti in uno dei divani fuori della sala con vista magnifica verso la città di Roma. Come mai alle Scuderie non c’è modo di mettersi seduti per contemplare qualche dipinto? Perché muoversi in fretta è indispensabile per assicurare un flusso costante di visitatori che possano dire dopo con serena soddisfazione: “sei andato alla mostra di Vermeer”? La soddisfazione aumenta notevolmente se l’altro non è andato. La domanda dell'”altro” potrebbe essere: “E tu, sei tornato?”.
Seduti comodi sul divano potremmo tirar fuori la nostra lettura. La mia era: “L’ambition de Vermeer” di Daniel Arasse. Ho scelto l’ultimo capitolo: “La religione di Vermeer” che si sofferma a lungo sull’Allegoria. Anch’io ho deciso di fermarmi davanti all’Allegoria per vedere dopo altri due o tre quadri. Non di più. E’ per me un modo di difendermi dalle mostre.
Indicibili contorni, che ci rimandano al quotidiano. Lo spettatore si colloca davanti alla soglia. Lo spettatore, nei quadri di Vermeer, è l’invitato d’onore. Piena luce, non c’è segreto, perché la luce è piena la visibilità si chiude. La luce di Vermeer. L’interpretazione iconografica della luce di Vermeer ha provocato non pochi danni.
Sul pavimento a scacchiera la mela morsa, lontana. Vicino a noi, molto vicino, nel limite della rappresentazione, una volta che il drappo si dischiude, il sangue, che impetuoso esce dalla bocca del serpente schiacciato da un sasso. Caduto dall’alto? Nel quadro dentro il quadro si rappresenta una Crocefissione, con due angeli appesantiti di malinconia. Il Libro aperto, con il velo, perché la Parola vela e rivela.
Sembra che Vermeer in Catharina Bolnes abbia incontrato l’amore, la fede cattolica, e l’ambizione della pittura. I cattolici, in quei tempi, adoperavano la pittura senza sospetto. Si vede che i responsabili del Metropolitan Museum of Art di New York hanno letto Arasse: Allegory of the Catholic Faith. Chissà perché hanno tradotto: Allegoria della Fede?
Nella sfera non si riflette né il pittore al lavoro, né la Croce… altrimenti che allegoria sarebbe. Solo una finestra socchiusa che illumina la sala secondo la volontà del pittore. La donna invece riceve la luce d’altrove. L’ambizione di Vermeer: dare a l’intermittenza del cuore, ai piccoli fatti della vita quotidiana un luce che rende ciò che è presente non visibile. Sono pronto a tornare.
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...