Storia: tra scienza e finzione

“[Si] suppone dunque che ciò che non è falso debba per forza essere reale. Analogamente, nei tempi passati, argomentando contro i falsi dèi si faceva credere all’esistenza del dio vero. Il medesimo processo si ripete fino alla storiografia attuale. È semplice: dimostrando degli errori, il discorso fa passare per reale ciò che si oppone a essi. Per quanto logicamente illegittimo, il ragionamento fila e fa filare le cose. A partire da questo momento, la finzione viene confinata nel regno dell’irreale, mentre al discorso tecnicamente predisposto per determinare l’errore viene attribuito il privilegio supplementare di rappresentare il reale. I dibattiti fra letteratura e storia permetterebbero di illustrare agevolmente tale suddivisione.” (M. de Certeau, Storia e Psicoanalisi, tra scienza e finzione. Bollati Boringhieri, 2006, p.52)
L’Institute of Historical Research ha organizzato una conferenza virtuale sul rapporto tra la “storia accademica” e la finzione storica.  Per consultare il materiale del simposio è possibile visitare il sito: http://ihrconference.wordpress.com/conference-programme/

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