Il mondo migliore

Osama Bin Laden è stato ucciso. Su questo fatto molti hanno costruito un discorso sulla possibilità di un mondo migliore. Mi è venuta in mente la storia di un rabbino riportata da Giorgio Agamben:
 E’ nota la parabola sul regno messianico che Benjamin (che l’aveva udita da Scholem) raccontò una sera a Bloch e che questi trascrisse in Spuren: «Un rabbino, un vero cabalista, disse una volta: per istaurare il regno della pace, non è necessario distruggere tutto e dare inizio a un mondo completamente nuovo; basta spostare solo un pochino questa tazza o quest’arboscello o quella pietra, e così tutte le cose. Ma questo pochino è cosí difficile da realizzare e la sua misura cosí difficile da trovare che per quanto riguarda il mondo, gli uomini non ce la fanno ed è necessario che arrivi il messia». Nella redazione di Benjamin, essa suona: «Fra gli chassidim si racconta una storia sul mondo a venire, che dice: là tutto sarà proprio come è qui. Come ora è la nostra stanza, cosí sarà nel mondo a venire; dove ora dorme il nostro bambino, là dormirà anche nell’altro mondo. E quello che indossiamo in questo mondo, lo porteremo addosso anche là. Tutto sarà come ora, solo un po’ diverso». (La comunità che viene, Bollati Boringhieri, 2001, p. 45.)
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