Il relativismo dei dogmatici (e non è un ossimoro)

Sono cambiate le stagioni. I vecchi valori di un tempo sono spariti. Europa crolla, l’Asia non sta meglio e dell’Africa meglio non parlare. L’America Latina dovrebbe, insieme all’Europa, essere ribattezzata. La Cina minaccia e l’India non scherza.  Chi rotola e rantola tra queste frasi ed altre simili nasconde un relativismo di bassa lega travestito da pecora ortodossa.  Questo relativismo conservatore e dogmatico proclama chiaramente che i valori di un tempo sono morti e se c’era qualche piccolo resto ancora in giro si affretta a rinchiuderlo in un museo. Non credono a ciò che proclamano. Non capiscono, questi falsi profeti, che i “classici” su cui piangono avevano una gamba ben piantata nel presente  mentre tendevano l’altra, senza paura, dritta verso il futuro. E’ cosa vecchia e trita lamentarsi che i tempi presenti non sono come quelli passati, e meno male perché se fossero uguali sarebbe il tradimento più brutto che potremmo fare alla tradizione che è una dinamica sempre mutevole, creativa e fiduciosa. La tradizione non si difende nell’idem ma nell’ipse che ci permette di continuare ad essere noi stessi cambiando e riconoscendoci. Di Cassandra questi non sono i figli legittimi ma bastardelli.  
Dovrebbero leggere (anche se questi leggono sempre poco) di Secondo Lancellotti  L’Hoggidi o vero il mondo non peggiore ne più calamitoso del passato (Venezia, 1637). Il monaco olivetano si batteva contro i laudotoris temporis acti che, ignari del passato, se ne erano creati uno a loro immagine e somiglianza per poter regnare indisturbati. Gli hoggidiani ignorano, come afferma il Lancellotti, che  in ogni età, e tempo, mali e travagli provassero sempre i viventi e che nell’istesso corso quasi di cose, non  negando pero la perpetua scambievolezza, ed invariabile varietà loro, il Mondo habbia perseverato, e perseveri.  L’intenzione del Lancellotti è di presentare una storia mater e magistra, nella quale si potrebbe leggere che non c’è niente di nuovo sotto il sole.  Certo questa visione della storia oggi  è difficile di ammettere e non è la mia.  Ad ogni modo i piagnucolosi potrebbero imparare che il passato, del quale vogliono avere l’esclusiva, resiste così come resiste l’oggidì che non si lascia rinchiudere nella  loro visione della fine del mondo.  Sappiamo quanta violenza può produrre questa sensazione di trovarsi sull’orlo del precipizio e quanta pigrizia e disimpegno si annida in queste urla da crociati in pensione. Il 21 dicembre del 2010 è stato il giorno più buio degli ultimi quattrocento anni; l’ultima volta è stata il 21 dicembre del 1638, negli anni in cui si ripubblicava il libro di Lancellotti. Il prossimo sarà il 21 dicembre 2094. Sicuramente questi catastrofisti non saranno capaci di sospettare la luce in mezzo alla notte, di annunziarla con forza e di godere con i primi barlumi. Non sono pochi quelli che credono nella forza di questo avvento.
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...