Organizzazione eventi

Esercitandomi nella flânerie per la rete ho trovato questa definizione di evento: “La definizione di grande evento comprende una molteplicità di iniziative – una tantum o ripetute – che richiedono importanti investimenti, l’adozione di tecniche di marketing territoriale e la partecipazione dei visitatori e dei mass-media. Il tema di queste manifestazioni può essere sportivo (es. olimpiadi estive ed invernali, mondiali di calcio…), economico (es. saloni dell’auto, della nautica, del mobile…), culturale (es. mostre d’arte, rassegne cinematografiche, festival musicali…), religioso (es. giubileo) o politico (es. i vertici internazionali G7/G8, WTO). Per attirare l’attenzione del pubblico oltre i confini del luogo in cui si svolge, il tema dell’evento deve essere originale, irripetibile, identificabile, dinamico. Pertanto l’elemento discriminante dei grandi eventi è l’unicità e l’eccezionalità.” (Marco Zamboni)
Se l’evento vero, quello che la vita ci propone e che ogni tanto ci sferza è totalmente imprevedibile, l’evento organizzato deve sempre riuscire, in lui tutto deve essere previsto alla perfezione. Tutto lo sforzo è indirizzato alla sua riuscita, alla sua vendibilità. L’evento è intrinsecamente legato al marketing.  In Italia, “l’organizzazione eventi” è una industria che muove all’incirca 1000 milioni di euro. In questo senso poco importa che il contenuto dell’evento sia di carattere religioso, culturale o scientifico. L’evento è sempre una fiera nella quale si deve vendere qualcosa. L’esistenza di un mercato, di un compratore, sarà la conditio sine qua non affinché l’evento funzioni. Può essere plausibile che una università organizzi un master in “marketing e organizzazione eventi”, improbabile che li organizzi sotto le finte spoglie di un atto accademico.  L’evento accademico è una esercitazione retorica. In un evento accademico è inammissibile che qualcosa vada storta, che un oratore diventato consapevole trovi nel silenzio la migliore espressione o che una domanda possa rimanere aperta e sia come una mosca molesta sul naso. In un evento accademico non ci sarà nessuna nuova verità, non ci sarà niente di nuovo.  Organizzare un evento è il modo più sicuro per far sì che niente succeda.  
Per riuscire nell’organizzazione dell’evento si deve saper cogliere il momento, l’opportunità, il flusso della moda. Secondo Cornelio Tacito, Marco Antonio era maestro nell’arte del temporeggiare.  Così è descritto negli Annali, nella traduzione di Bernardo Davanzati (1529-1606): ora discorreva de’ vantaggi del temporeggiare, per poter dire in ogni evento, se tristo, io il vietai, se buono, io l’ordinai. (Annali, Lib, XIII). E poi, di questi tempi, è bene stare attenti con l’organizzazione degli eventi, soprattutto con quegli grandi, si può finire sotto inchiesta.
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...