Jacques Rancière, Il maestro ignorante

Fino allora aveva creduto ciò che credono tutti i professori coscienziosi: che il gran compito del maestro è di trasmettere le propie conoscenze ai suoi allievi al fine di elevarli per gradi verso la sua propia scienza. […]

In qualche lezione ho fatto riferimento a questo volume di Rancière ( Il maestro ignorante. Mimesis, Milano, 2008, pp 149).  Tratta dell’esperienza del maestro Joseph Jacotot che in 1818 visse un’avventura pedagogica e intellettuale che cambiò la sua vita. Jacotot, per ragioni politiche dovrà partire per i Paesi Bassi e si troverà davanti a una classe senza sapere una parola di olandese.

Non esisteva perciò alcuna lingua nella quale egli potesse istruirli su ciò che essi gli domandavano. Jacotot pensò che una recente edizione bilingue di Telemaco potesse essere il mezzo comune per comunicare.  Egli fece consegnare il libro agli studenti da un inteprete e chiese loro di imparare il testo francese aiutandosi per mezzo della traduzione.  Allorchè essi furono giunti alla metà del primo libro, fece dir loro di ripetere incessamente quanto avevano appreso e di contentarsi di leggere il resto quel tanto che bastava per essere in grado di raccontarlo […] L’esperimento superò tuttavia le sue stesse aspettative.  Fino allora aveva creduto ciò che credono tutti i professori coscienziosi: che il gran compito del maestro è di trasmettere le propie conoscenze ai suoi allivi al fine di elevarli per gradi verso la sua propia scienza. […] Così ragionano tutti i professori coscienziosi.  Così aveva ragionato Joseph Jacotot in trent’anni di mestiere. Ed ecco che il granello di sabbia veniva per puro caso ad intrufolarsi nell’ingranaggio.  Non aveva fornito ai sui allievi alcuna spiegazione sui primi elementi della lingua.  Non aveva spiegato loro l’ortografia e le coniugazioni.  Essi avevano cercato da soli le parole francesi che corrispondevano alle parole note e le ragioni delle loro desinenze.  Avevano appreso da soli a combinarle per comporre a loro volta le frasi francesi… Le spiegazioni del maestro erano forse superflue? O, se non lo erano, a chi e a che cosa erano allora utili? 
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